La Parola fatta in casa

Gesù ribalta la nostra giustizia (Mt 20, 1-16)

Per fortuna non è ancora stata inventata un’applicazione da scaricare sul telefonino per la lettura del pensiero! Se per assurdo si potesse fare, si troverebbero pensieri giudicanti, pensieri negativi e positivi, riguardanti persone, cose, situazioni. Quanto liberante è invece sapere che il pensiero di Dio non ha niente a che fare con il pensiero umano. Certo ci piacerebbe sapere cosa pensa di noi. Però potremmo chiederci: Ho risposto alla chiamata di prendermi cura della sua vigna in qualsiasi periodo della mia vita? Ho lavorato con gratuità o mi aspetto sempre e comunque una ricompensa?

La Parola di questa domenica è davvero sconvolgente. Ci vengono alla memoria i giorni di settembre nei quali, da adolescenti, per racimolare qualche soldino, andavamo a vendemmiare e non vedevamo l’ora di essere chiamati dal padrone del campo per avere la nostra giusta ricompensa, in base alle ore lavorate. Oggi questo concetto che tutti definiamo “di giustizia” viene ribaltato. Nasce il sospetto che il padrone della vigna non assuma operai per le necessità della sua azienda, ma lo faccia perché nessuno ha pensato agli ultimi chiamati, non per il suo ma per il loro interesse ed i loro bisogni. Sembra la trasgressione delle regole dell’economia. Il padrone paga per primi gli ultimi arrivati, senza però venire meno a ciò che aveva pattuito con i primi. Quanto potrebbe aprirci il cuore pensare a un Dio che è bontà senza perché,che sa ancora saziarci di sorprese. Per noi la giustizia umana è dare a ciascuno il suo, quella di Dio è dare a ciascuno il meglio. L’uomo ragiona per equivalenza, Dio per eccedenza e questo ci auguriamo possa essere sempre motivo di speranza che evidenzia ciò che più conta: l’amore.

Filippo e Barbara