Ai carissimi parrocchiani di Sarmeola,
a quanti ricevono questo presente,
un augurio di pace che il Natale immancabilmente vuol portare nei cuori di tutti.
Un desiderio che si trasforma in preghiera e non solo da parte mia come parroco, ma anche da tutti coloro che mi affiancano e insieme conducono la nostra Comunità. Li vorrei ricordare con riconoscenza e confidare che per me, senza mancare di rispetto a quello originale, rappresentano una sorta di “presepio vivente”.
Anzitutto don Alessandro, che vive il Suo primo Natale da prete con noi; potrebbe essere il bambinello, fin da subito accolto come un dono di Dio atteso e gradito;
accanto a Gesù c’è la vergine Maria che non può essere rappresentata da una sola donna, ma dalla nostra Comunità delle Elisabettine: suor Maria Luisa, suor Roberta, Suor Federica e, ultimo arrivo, suor Patrizia che si occupa delle giovani vocazioni.
C’è don Franco, diacono permanente, ovviamente nei panni di S. Giuseppe. Con il suo servizio coordina la Carità e ci ricorda che mettere insieme casa, chiesa e lavoro non è poi così impossibile.
E i due seminaristi Stefano e Federico? Se qualche mente birichina ha pensato al bue e all’asinello .. si è sbagliata. Li vedo piuttosto come due giovani e generosi pastorelli che stanno imparando ad accudire il gregge e non possono che guardare all’unico vero pastore appena nato.
Ma il presepio parrocchiale non finisce qui.
A cantare il lieto annunzio ci sono tanti angeli: Catechisti e Accompagnatori dei Genitori, Educatori AC e capi Scout, Animatori dei Centri estivi e del Doposcuola, e quanti sono convinti che ciò che hanno scoperto non possono tenerlo per sé, ma farlo conoscere a tutti.
E come dimenticare i Volontari della Caritas, del banco alimentare e dell’Armadio della solidarietà? E i diversi gruppi e associazioni che si dedicano agli altri?Li vedo uomini e donne del popolo accorrere alla grotta con doni semplici e preziosi, perché proprio dalla condivisione inizia il regno di Dio, di pace e di amore.
Ci sono Lettori della Parola e Ministri della Comunione, Volontari del Patronato e degli Impianti esterni, Collaboratori della sagra, Sacrestani, Addetti alle pulizie e alla manutenzione ….
E, non ultimi, i generosi Consiglieri pastorali ed economici, dei quali un prete e una Comunità non possono far a meno.
Ma quanti sono questi personaggi del presepe? Tanti.
E ci stanno tutti? Certo!
Anzi c’è ancora posto, perché quest’anno la Chiesa ha aperto una porta speciale: il GIUBILEO.
E così possono entrare tutti: il viaggiatore distratto e l’arrabbiato che non ne vuol sapere; il credente convinto e quello dissidente; e lo straniero, il peccatore incallito e chi si sente fallito; chi no sa nulla di Gesù e chi guarda con circospezione la sua Chiesa … per tutti c’è un posto nel grande cuore di Dio.
Ecco il mio presepio di parroco: una Comunità che vuole andare da Gesù e tutti impariamo da Lui a prenderci cura gli uni degli altri.
Quest’anno, accanto al Presepio e sotto l’Albero, ho trovato un dono speciale, ricevuto proprio all’inizio dell’Avvento, che mi ha risvegliato un’iniziativa a cui pensavo da tempo: rendere finalmente accessibile a tutti ogni ambiente della nostra parrocchia.
Tutti conoscono quanti gradini e dislivelli bisogna superare per passare dal piazzale alla chiesa, dalla canonica al patronato, dalla sacristia alla chiesa. La realtà, ai nostri giorni a dir poco scandalosa, è che ancor oggi per una carrozzina o una sedia a rotelle risulti impossibile raggiungere tutti gli ambienti parrocchiali. Così una sera mi sono visto consegnare un assegno con una dicitura strana: al posto della cifra era scritto “piattaforma elevatrice per il patronato”. In altre parole la ditta Vergati, per onorare il significativo traguardo dei 40 anni di attività, ha pensato di offrire alla Parrocchia un prezioso ascensore che renda accessibili a tutti i tre piani del Patronato.
E mentre andrà in opera l’elevatore donatoci, noi apriremo un cantiere che abbatta via via le barriere architettoniche, così che gli spazi parrocchiali siano davvero per tutti.
Ecco il motivo della busta che tradizionalmente accompagna gli auguri di Natale. Sarà un impegno non da poco, ma sono certo che, senza rinunciare alle altre attività, riusciremo a rendere ancora più accoglienti i nostri ambienti.
Il giubileo, però, ci invita ad abbattere anche altre barriere: pregiudizi e rancori, incomprensioni e gelosie, vecchie ruggini e nuove paure … tutto dev’essere tolto per lasciar spazio alla bellezza del vivere insieme, per far crescere i nostri figli in una città che parli di speranza, per respirare aria di casa lì dove il peccato sembra averci tolto la gioia.
Forse questo è il presepio più prezioso, il cantiere più necessario.
E parte dalle piccole cose concrete: donare un sorriso e offrire un saluto, rinunciare alle chiacchiere inutili e interessarsi alla vero bene delle persone, trattenersi dal giudicare senza sapere e aiutare concretamente le famiglie, superare la comoda indifferenza e pregare un po’ di più, cercare sempre il lato positivo nelle persone e non stancarsi di dare credito al Vangelo.
Che la porta aperta dal Giubileo diventi per tutti occasione per ritrovare la via di casa, fatta di amicizia e di desiderio di fare le cose insieme, di perdono ricevuto e donato senza riserve, insomma la voglia di vivere bene.
Non posso mancare di rivolgere un augurio di serenità e assicurare una preghiera soprattutto a quanti, nell’anno che si chiude, hanno dovuto lasciare una persona cara e si ritrovano un posto vuoto in questi giorni di festa.
Infine voglio augurare a chi è si è aggiunto alla nostra Comunità, in particolare ai bimbi nati quest’anno e alle famiglie venute ad abitare a Sarmeola, di trovare spazi e tempi a loro misura, come in una grande famiglia.
Don Alessandro e io, con l’aiuto di Dio, faremo la nostra parte.
BUON NATALE e FELICE ANNO GIUBILARE
d. paolo
