Dopo aver camminato un bel po’, nel cuore del deserto roccioso, lungo la strada che scende giù da Gerusalemme a Gerico – la città antica, città delle palme e dei datteri – abbiamo aspettato Kamal, il nostro autista, che tornasse a prenderci con il pullman. Sudati e assetati per la camminata, date le elevate temperature.
Sì, in Terra Santa in luglio fa proprio caldo, ma non è come il nostro caldo afoso; è molto ventilato, quindi spesso non ti accorgi di sudare e senti il bisogno di bere molto.
Kamal però ci ha rassicurati: dove saremo andati dopo sarebbe stato molto, ma molto più caldo!
La nostra prossima meta era Qars Al Yahud, il luogo dove Gesù ha ricevuto il Battesimo da Giovanni, il luogo dove si sono aperti i cieli ed è sceso lo Spirito sotto forma di colomba, il luogo dove si è udita la voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Lc 3,22). Questo luogo in Giordania si chiama Betania, sì ha due nomi poiché è un luogo di confine, oggi.
L’autobus, attraversata la città di Gerico e imboccata la superstrada – dove ai margini si possono vedere gli accampamenti dei beduini –, ad un certo punto ha svoltato per una strada semideserta costeggiata da rotoli di filo spinato. In lontananza si vedevano i militari ai posti di blocco: eravamo ai confini di Israele. È un luogo dove si sente la difficoltà di due paesi che non vanno d’accordo tra loro: Israele e Giordania.
L’autista con la sua abilità oratoria riesce a non farci perquisire e arriviamo alla meta. Scesi dal pullman siamo investiti da un’aria calda e insolitamente afosa; aveva ragione Kamal: lì era molto più caldo! Questo perché si è molto al di sotto dal livello del mare, nella depressione scavata dal fiume Giordano che dal lago di Galilea al Mar Morto scorre per circa 105 km e scende dai 200 m fino ai 396 m al di sotto del livello del mare.
Lì in questa ferita della terra, in questo punto così profondo ha voluto essere battezzato il Signore Gesù; in fila con tutti i peccatori ha voluto scendere ed immergersi.
Quasi un’anticipazione della sua discesa agli inferi, una kenosi, una discesa e uno svuotamento per mettersi alla pari di tutti, di ogni singolo peccatore, per portarci tutti con sé nella sua risalita, per salvarci tutti con la sua risurrezione.
Don Alessandro
Dove il cielo si è aperto
