“Voce che grida: preparate la via” (Mc 1,3)

In questo brano del vangelo ci colpisce un’esortazione carica di significati: “voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”. Fermiamoci un attimo e facciamo deserto dentro di noi. Cogliamo l’opportunità del tempo di Avvento per scendere nel profondo di noi stessi, sgombrando tutto il superfluo che affolla le nostre menti, alla ricerca di ciò che vale veramente; per distogliere lo sguardo dai nostri progetti e concentrarsi sui progetti di Dio; per spogliarsi dalle ambiguità e dalle ipocrisie. Viviamo questo tempo di attesa per svegliare le nostre coscienze dal torpore del benessere, metterci davanti alle vie del Signore e raddrizzare i sentieri che noi abbiamo deviato, manipolato, adattato alle nostre esigenze personali. Non lasciamoci rapire dal bagliore delle luci, dalla confusione, dall’affanno delle tante cose da fare, ma lasciamoci invece affascinare dalla meraviglia di un Dio che si fa uomo e scende tra noi. Indossiamo i poveri panni di Giovanni Battista per recuperare quella sobrietà che ci porta al cambiamento, a lasciare il vecchio per il nuovo, a quella radicale trasformazione che si chiama conversione. Un famoso poeta dell’800 sosteneva che la felicità sta nell’attesa. Gioiamo dunque di questo tempo di attesa del Natale, ma non fermiamoci qui… Prepariamo la via verso la gioia piena, verso una bellezza e una felicità ancora più grande: l’incontro con Gesù bambino! Manuela e Francesco

Continua a leggere

“VEGLIATE! FATE ATTENZIONE!” (Mc 13,33)

In questo brano di Marco sentiamo che Gesù vuole indirizzare il nostro sguardo e il nostro cuore al futuro, ci sprona a prendere in mano la nostra vita. Ci accorgiamo che a volte siamo come assopiti, rischiamo di vivere la nostra quotidianità come se avessimo un velo davanti agli occhi, condizionati da ciò che ci sembra importante, necessario, e perdendo di vista la realtà essenziale. Allora questo “Vegliate!” risuona in noi come un richiamo che ci invita a ripartire dall’amore, dal prenderci cura anche solo della natura che ci circonda rispettandola e non solo sfruttandola, prenderci cura del nostro prossimo accogliendo e ascoltando senza giudizio. Certo il colpo di sonno è sempre in agguato e allora la sosta migliore può essere proprio aprire il Vangelo. Stefania e Paolo

Continua a leggere

“… RICEVETE IN EREDITA’” (Mt 25,34)

“Venite, ricevete in eredità il regno preparato per voi”. Ci chiediamo: cosa dobbiamo fare per diventare eredi? Il Signore ce lo indica chiaramente: non si tratta di qualcosa di astratto e lontano, distante dalla nostra quotidianità, ma di azioni concrete e possibili. Sederci a Messa accanto ad uno sconosciuto e salutarlo con un sorriso; metterci a servizio della Comunità cercando il dialogo e l’incontro; essere testimoni credibili, con i piccoli e con i grandi, nelle scelte di tutti i giorni, al lavoro come in famiglia. Allora avremo sfamato, dissetato, vestito e visitato. In una parola, amato. Linda e Alberto

Continua a leggere

“… E CONSEGNÒ LORO I SUOI BENI” (Mt 25,14)

Siamo una famiglia fortunata. Ogni giorno ci rendiamo conto che abbiamo tutto ciò che ci serve per vivere bene. Cosa ci manca? Mettere in gioco i nostri talenti e farli fruttare. Come? Cercando di essere dei buoni cristiani, di vivere onestamente, di agire con giustizia, di fare carità. Ma sono tanti i momenti bui, tanti i momenti in cui quel denaro ricevuto gratis lo si sotterra volentieri, lo si nasconde, si vorrebbe restituirlo. Solo affidandoci al Signore dei doni non rischiamo di essere chiamati “servo malvagio e pigro”. Il Signore ci vuole responsabili dei doni che ci dà dimostrandoci di avere fiducia in noi. A volte basta poco, un saluto, un sorriso, un piccolo aiuto e ti senti servo buono e fedele e puoi prendere parte alla gioia del tuo padrone. Una famiglia

Continua a leggere

SENZA OLIO (Mt 25,1-13)

Si potrebbe dire: “No olio? No party!” Eh sì, una festa senza luce, non è più festa. Avere olio sufficiente per tenere sempre le lampade accese è, secondo Gesù, questione di saggezza. Essere una persona luminosa è una qualità importante per essere, fin da ora, nella gioia della Festa. Gesù sottolinea che la saggezza con cui si compiono le scelte e si costruisce la propria vita diventa elemento di salvezza. La saggezza è una qualità straordinaria che si costruisce con pazienza e tempo, è il frutto di una ricerca continua fatta di formazione, di spiritualità e di confronto con la Parola. La nostra vita può contenere anche degli errori e delle cadute che, se vissuti con umiltà e un po’ di sana autocritica, possono essere utili per imparare a capire, a discernere e a diventare migliori. Essere persone sagge è un obiettivo che ci poniamo come singoli, come coppia, come genitori, come cittadini e come cristiani all’interno della nostra comunità. Per noi significa compiere scelte lungimiranti, agire con giustizia, essere leali e sinceri, andare oltre le apparenze, eliminare i giudizi, rifiutare i pettegolezzi, mettersi a servizio senza protagonismo, avere fiducia nelle persone e nel futuro, dare una mano a chi è in difficoltà, gioire del bene che ci circonda, rispettare l’ambiente in cui viviamo e avere il desiderio di lasciare qualcosa di positivo nell’incontro con gli altri, in famiglia, nel lavoro. E le vergini stolte chi sono? Forse siamo ancora noi quando viviamo la nostra vita con superficialità ed approssimazione, pensando di essere sufficienti a noi stessi, senza porci problemi di senso e di prospettiva nella vita. Ci sentiamo spesso tentati da vari messaggi: non ti preoccupare, non ci pensare, non badare ai problemi degli altri, pensa prima a te stesso. Ma siamo certi che così facendo non potremo essere donne e uomini di speranza. Cercare di essere saggi è per noi un modo per essere felici, ora, e per portare luce in noi stessi e alle persone che incontriamo. Una coppia

Continua a leggere

Uno solo è la nostra guida (Mt 23,1-12)

E’ proprio vero: ancora oggi, nella nostra società, regna sovrana l’ipocrisia di chi parla, ma non fa. Anche noi a volte, come coppia e famiglia, non sempre siamo coerenti … Ma ci è chiaro che, con la preghiera e tanta umiltà, l’aver scelto LUI, l’unica guida, il CRISTO, sia la strada che porta alla gioia VERA. Paola e Roberto

Continua a leggere

Come te stesso (Mt 22,34-40)

“Ama il prossimo tuo come te stesso”… queste parole ci colpiscono e ritornano come una provocazione, come a domandarci: ma tu ami il prossimo tuo? Come lo ami? Quando? Quando lo programmi o anche quando non hai tempo o voglia? Il prossimo non prende appuntamento, non lo scegli, semplicemente ti è prossimo talvolta inaspettatamente talvolta ordinariamente “vicino”. Il Signore ci chiama ad amare nella costanza della quotidianità e nelle occasioni impreviste che sconvolgono i nostri programmi. Mentre riflettiamo sulla Parola di oggi ci tornano alla mente i volti di quanti ogni giorno si fanno vicini e ci amano: che gioia l’invito di quell’amico proprio quando ne avevamo bisogno, il sorriso e la parola gentile di uno sconosciuto, la telefonata di conforto di chi ha condiviso un pezzo di strada con noi, l’abbraccio dei figli quando rientriamo da una giornata di lavoro, lo sguardo di affetto di un genitore, la condivisione con un fratello di fatiche vecchie e nuove ma anche di sogni e progetti, l’attenzione di quel collega, la pazienza di chi ti aspetta a casa pronto ad accoglierti con una carezza ed un bacio, … Dio si serve dei fratelli per rendere concreto il Suo amore per noi. Ci sembra allora di poter parafrasare così le parole del Vangelo “Affidati al Signore con tutto il cuore , con tutta l’anima, con tutta la mente ed Ama il prossimo tuo come tu stesso sei amato, accolto, consolato, compreso, sostenuto, accompagnato”. Acquistano così un senso nuovo anche la prima e la seconda lettura che parlano di bisogni molto umani e di esempi che insegnano la via da percorrere anche oggi con gioia e fiducia. Marta e Valentino

Continua a leggere

Ciò che è di Dio (Mt 22,15-22)

Nella parola di questa domenica ci colpisce innanzitutto la prima lettura quando il Signore rassicura che ci rende pronti all’azione anche se non lo conosciamo. Quante volte siamo chiamati a prendere decisioni al lavoro, a rassicurare i figli, a venirci incontro come sposi … e Lui è già lì … pronto a darci la forza necessaria anzi a farsi riconoscere come ”il solo”. Quando ci fidiamo di Dio davvero nessun portone rimarrà chiuso! Di qui al Vangelo ci pare di cogliere un altro elemento di continuità e di attualità per la vita di ogni giorno. È come se la domanda dei farisei mettesse anche noi di fronte alla scelta tra le incombenze materiali importanti e necessarie, ma pur sempre piccole come monete, e l’affidarsi a Dio. Gesù ci insegna che questo è un falso problema: sempre più ci rende consapevoli che dobbiamo seguire ciò che è giusto e prescritto dalle regole della società civile, senza però farci prendere dall’ansia o dall’assolutizzazione. Ci insegna a valutare le cose umane nella giusta prospettiva, in cospetto alle ”cose di Dio”. Rallegriamoci allora, come San Paolo nella seconda lettura, perché sappiamo che innanzitutto siamo stati scelti da lui e con questa gioia interiore andiamo avanti. Domenico e Lucia

Continua a leggere

La parola fatta in casa

Ecco ho preparato il mio pranzo… tutto è pronto (Mt 22,1-14) Quante volte ho detto questa frase aspettando gli ospiti invitatati per una occasione speciale o per un pranzo domenicale. In modo particolare quando sono i figli con le fidanzate a venire a pranzo! È particolarmente incisivo quel “ho preparato”. Nella nostra casa spesso prepariamo pranzi per amici o famigliari e allora siamo tutti mobilitati: io mi occupo del cibo, e il menù non è mai improvvisato ma pensato e studiato meticolosamente, tutte le pietanze vengono ben confezionate in modo che anche la vista possa godere della bellezza oltre che il palato della bontà del piatto; mio marito si occupa del vino e nostra figlia della tavola, che viene particolarmente curata, dalle posate alle stoviglie, il tutto adeguato al menù previsto. Ci piace curare anche i particolari, un fiore, una candela, un centrotavola originale, e tanta gioia. L’accoglienza l’amore la condivisione passano anche attraverso la cura e l’attenzione. “Tutto è pronto, venite!” è un dono che ci precede, così come quando accogliamo i nostri ospiti in casa. Il pranzo il banchetto sono un’offerta di gioia, di solarità, è un tratto di vita bella, buona. Il Regno di Dio porta con se la gioia di vivere, il godimento di esistere. Certo c’è la fatica, l’impegno, il tempo dedicato, il servizio, ma poi c’è anche la soddisfazione di aver visto lo stupore e la felicità sui volti dei nostri cari. È gustare la vita. Forse è proprio questo che Dio ci chiede di trovare il tempo per godere di Lui e di tutte le cose buone che Egli ha preparato per noi, per non sprecare tutta la bontà e la bellezza che ha posto sul nostro cammino. Una famiglia

Continua a leggere

La parola fatta in casa

Io ho scelto voi perchè portiate frutto (Mt 21,33-43) Nella nostra vita di coppia e di famiglia capita che ci sentiamo padroni del Regno; siamo talmente immersi nel problema di coppia, dei figli o di lavoro che con ingratitudine non consideriamo i frutti che Lui ci offre per vivere Felici. Questa parabola ci riporta alla Verità: “la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo”… Guardandoci negli occhi siamo consapevoli di poter scegliere ogni giorno di produrre i frutti, ricordandoci che Dio è Padre Misericordioso che ci porta sempre nel cuore. Erica e Paolo

Continua a leggere