Come te stesso (Mt 22,34-40)

“Ama il prossimo tuo come te stesso”… queste parole ci colpiscono e ritornano come una provocazione, come a domandarci: ma tu ami il prossimo tuo? Come lo ami? Quando? Quando lo programmi o anche quando non hai tempo o voglia?
Il prossimo non prende appuntamento, non lo scegli, semplicemente ti è prossimo talvolta inaspettatamente talvolta ordinariamente “vicino”. Il Signore ci chiama ad amare nella costanza della quotidianità e nelle occasioni impreviste che sconvolgono i nostri programmi.
Mentre riflettiamo sulla Parola di oggi ci tornano alla mente i volti di quanti ogni giorno si fanno vicini e ci amano: che gioia l’invito di quell’amico proprio quando ne avevamo bisogno, il sorriso e la parola gentile di uno sconosciuto, la telefonata di conforto di chi ha condiviso un pezzo di strada con noi, l’abbraccio dei figli quando rientriamo da una giornata di lavoro, lo sguardo di affetto di un genitore, la condivisione con un fratello di fatiche vecchie e nuove ma anche di sogni e progetti, l’attenzione di quel collega, la pazienza di chi ti aspetta a casa pronto ad accoglierti con una carezza ed un bacio, … Dio si serve dei fratelli per rendere concreto il Suo amore per noi. Ci sembra allora di poter parafrasare così le parole del Vangelo “Affidati al Signore con tutto il cuore , con tutta l’anima, con tutta la mente ed Ama il prossimo tuo come tu stesso sei amato, accolto, consolato, compreso, sostenuto, accompagnato”.
Acquistano così un senso nuovo anche la prima e la seconda lettura che parlano di bisogni molto umani e di esempi che insegnano la via da percorrere anche oggi con gioia e fiducia.

Marta e Valentino

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