Ciò che è di Dio (Mt 22,15-22)

Nella parola di questa domenica ci colpisce innanzitutto la prima lettura quando il Signore rassicura che ci rende pronti all’azione anche se non lo conosciamo. Quante volte siamo chiamati a prendere decisioni al lavoro, a rassicurare i figli, a venirci incontro come sposi … e Lui è già lì … pronto a darci la forza necessaria anzi a farsi riconoscere come ”il solo”.
Quando ci fidiamo di Dio davvero nessun portone rimarrà chiuso!
Di qui al Vangelo ci pare di cogliere un altro elemento di continuità e di attualità per la vita di ogni giorno. È come se la domanda dei farisei mettesse anche noi di fronte alla scelta tra le incombenze materiali importanti e necessarie, ma pur sempre piccole come monete, e l’affidarsi a Dio. Gesù ci insegna che questo è un falso problema: sempre più ci rende consapevoli che dobbiamo seguire ciò che è giusto e prescritto dalle regole della società civile, senza però farci prendere dall’ansia o dall’assolutizzazione. Ci insegna a valutare le cose umane nella giusta prospettiva, in cospetto alle ”cose di Dio”.
Rallegriamoci allora, come San Paolo nella seconda lettura, perché sappiamo che innanzitutto siamo stati scelti da lui e con questa gioia interiore andiamo avanti.

Domenico e Lucia

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