I tre figli

Tre donne andarono alla fontana per attingere acqua. Presso la fontana, su una panca di pietra, sedeva un uomo anziano che le osservava in silenzio ed ascoltava i loro discorsi. Le donne lodavano i rispettivi figli. “Mio figlio”, diceva la prima, “è svelto ed agile che nessuno gli sta alla pari”. “Mio figlio”, sosteneva la seconda, “canta come un usignolo. Non c’è nessuno al mondo che possa vantare una voce bella come la sua”. “E tu, che cosa dici del tuo?”, chiesero alla terza, che rimaneva in silenzio. “Non so che cosa dire di mio figlio”, rispose la donna. “E’ un bravo ragazzo, come ce ne sono tanti. Non sa fare niente di speciale…”. Quando le anfore furono piene, le tre donne ripresero la via di casa. Il vecchio le seguì per un pezzo di strada. Le anfore erano pesanti, le braccia delle donne stentavano a reggerle. Ad un certo punto si fermarono per far riposare le schiene doloranti. Vennero loro incontro tre giovani. Il primo improvvisò uno spettacolo: faceva la ruota con i piedi per aria, poi inanellava un salto mortale dopo l’altro. Le donne lo guardavano estasiate: “Che giovane abile!”. Il secondo giovane intonò una canzone. Aveva una voce splendida che ricamava armonie nell’aria come un usignolo. Le donne lo ascoltavano con le lacrime agli occhi: “E’ un angelo!”. Il terzo giovane si diresse verso sua madre, prese la pesante anfora e si mise a portarla, camminando accanto a lei. Le donne si rivolsero al vecchio: “Allora che cosa dici dei nostri figli?”. “Figli?”, esclamò meravigliato il vecchio. “Io ho visto un figlio solo!”.

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E che cavolo!

Vivevano in una stessa cella due fratelli monaci assai celebrati per la loro umiltà e pazienza. Un po’ alla volta, passando gli anni, si erano accomodati il loro nido eremitico in modo perfetto. La cella l’avevano fatta di vinchi e tutta intonacata; attorno poi avevano piantato un bell’orto con rigagnoli d’acqua derivati da una sorgente vicina, che lo mantenevano fresco tutto l’anno e così ricco di erbaggi e di frutti da averne anche da regalare agli altri eremiti. Non mancavano neppure piccole aiuole di fiori e di erbe odorifere che servivano ad adornare il piccolo altare dell’oratorio. Un giorno un vecchio monaco, che aveva sentito parlare delle grandi virtù di questi due fratelli, volle accertarsene di persona: «Andrò a vedere», disse, «se sarà tutto oro o se vi sarà anche del piombo». Accolto con molta riverenza e fatta orazione, chiese di vedere il giardino. «Venite, venite», dissero i due, e ve lo accompagnarono. «Bello bello!», faceva il vecchio, arricciando il naso: «anche troppo per degli eremiti…» E, preso un bastone, si mise a menarlo con gran furia a destra e a manca, sbattendolo sui cavoli, l’insalata, i cetrioli, i fiori. Pareva impazzito. I due stavano lì a mani giunte a guardarlo, ed ebbero appena il fiato di dire: «O Dio!», ma non aggiunsero altro. Più tardi, prostratisi ai piedi di quel santo padre che nel frattempo s’era seduto all’ombra a tergersi il sudore, gli dissero: «Padre, se ti piace, vorremmo andare a cogliere un poco di quel cavolo che c’è rimasto, e così lo cuoceremo e lo mangeremo tutti e tre insieme». Il vecchio non credeva ai propri orecchi: tutto stupefatto, li abbracciò e disse: «Rendo grazie a Dio, perché veramente lo Spirito abita in voi». Spesso, dopo aver fatto danni, ci rendiamo conto che non ne valeva proprio la pena

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Solennità di Tutti i Santi

1 novembre, solennità di Tutti i Santi, le Sante Messe avranno orario festivo. Nel pomeriggio sarà possibile prendere parte alla celebrazione lirurgica presso il cimitero (non è la santa messa), che inizierà alle 15.00. In occasione di questa solennità è possibile ottenere l’indulgenza plenariaper i defunti, secondo le condizioni previste dalla Chiesa: confessione e comunione, visita in chiesa recitando il Padre nostro, il Credo e una preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre Tale facoltà vale da mezzogiorno del 31 ottobre a tutto il 2 novembre. La stessa indulgenza può essere ottenuta, una sola volta al giorno, anche visitando il cimitero dall’1 all’8 novembre. Il significato della solennità Ognissanti Si iniziò a celebrare la festa di tutti i santi anche a Roma, fin dal sec. IX. Un’unica festa per tutti i Santi, ossia per la Chiesa gloriosa, intimamente unita alla Chiesa ancora pellegrinante e sofferente. Oggi è una festa di speranza: “l’assemblea festosa dei nostri fratelli” rappresenta la parte eletta e sicuramente riuscita del popolo di Dio; ci richiama al nostro fine e alla nostra vocazione vera: la santità, cui tutti siamo chiamati non attraverso opere straordinarie, ma con il compimento fedele della grazia del battesimo. Commemorazione di tutti i fedeli defunti Il 2 novembre ebbe origine con Papa Benedetto XV, al tempo della prima guerra mondiale, giunse a concedere a ogni sacerdote la facoltà di celebrare «tre messe» in questo giorno. «La liturgia cristiana dei funerali è una celebrazione del mistero pasquale di Cristo Signore. Nelle esequie la Chiesa prega che i suoi figli, incorporati per il battesimo a Cristo morto e risorto, passino con lui dalla morte alta vita e, debitamente purificati nell’anima, vengano accolti con i santi e gli eletti nel cielo, mentre il corpo aspetta la beata speranza della venuta di Cristo e la risurrezione dei morti».  

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Festa di San Fidenzio Vescovo

In occasione della Festa di San Fidenzio Vescovo, patrono della nostra parrocchia, sarà benedetta ed esposta alla venerazione una nuova icona del Santo realizzata dall’artista Giustina De Toni. Nella serata di venerdì 14 novembre si terrà un momento di preghiera per tutta la comunità nel quale sarà illustrata l’icona. Nelle Sante Messe del 15 e 16 novembre, Festa di San Fidenzio, sarà possibile anche venerare la nuova reliquia del Santo donataci lo scorso anno dalla Parrocchia di Megliadino San Fidenzio. Confidiamo fin da ora nella vostra numerosa partecipazione e ci affidiamo al nostro Santo.   Sopra nuova icona realizzato da Giustina De Toni che dopo la benedizione sarà esposta permanentemente in una nicchia del presbiterio della chiesa parrocchiale.

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Solennita’ dei Santi Pietro e Paolo apostoli

Due apostoli e due personaggi diversi, ma entrambi fondamentali per la storia della Chiesa del primo secolo così come nella costruzione di quelle radici dalle quali si alimenta continuamente la fede cristiana. Pietro, nato a Betsaida in Galilea, era un pescatore a Cafarnao. Fratello di Andrea, divenne apostolo di Gesù dopo che questi lo chiamò presso il lago di Galilea e dopo aver assistito alla pesca miracolosa. Da sempre tra i discepoli più vicini a Gesù fu l’unico, insieme al cosiddetto «discepolo prediletto», a seguire Gesù presso la casa del sommo sacerdote Caifa, fu costretto anch’egli alla fuga dopo aver rinnegato tre volte il maestro, come questi aveva già predetto. Ma Pietro ricevette dallo stesso Risorto il mandato a fare da guida alla comunità dei discepoli. Morì tra il 64 e il 67 durante la persecuzione anticristiana di Nerone. San Paolo, invece, era originario di Tarso: prima persecutore dei cristiani, incontrò il Risorto sulla via tra Gerusalemme e Damasco. Baluardo dell’evangelizzazione dei popoli pagani nel Mediterraneo morì anch’egli a Roma tra il 64 e il 67.

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Pellegrinaggio Mariano al Santuario Grotta di Lourdes del Beato Claudio – Chiampo (Vi)

Programma 28 Maggio 2014 ore 08.00: partenza dal piazzale della chiesa con Pullman per Chiampo (VI) ore 09.30: Arrivo al Santuario Mariano ore 10.00: Accoglienza e Preghiera del Rosario ore 11.00: S. Messa presso la Grotta di Lourdes ore 12.30: Pranzo presso il Ristorante Pellegrino ore 15.00: Visita alla nuova chiesa e spiegazione dei mosaici da parte delle Suore Alcantarine. Visita al Museo dei frati Minori e alla Via Crucis. ore 17.00 : Partenza per Sarmeola. (18.30 arrivo) QUOTA ISCRIZIONE euro 25 a persona ENTRO DOMENICA 25 MAGGIO da don Loris in canonica La quota comprende: Pullman andate e ritorno Pranzo con Menù Pasticcio asparagi Arrosto e contorni Acqua vino caffè Tiramisù Offerta al Convento Frati Minori

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